Sara Sallam. The Sun Weeps for the Land and Calls from the Garden of Stones

Sara Sallam. The Sun Weeps for the Land and Calls from the Garden of Stones

Pubblicazione a cura di
Paolo Del Vesco, Christian Greco e Alessandro Masetti
Franco Cosimo Panini Editore
2026

Il dossier Sara Sallam. The Sun Weeps for the Land and Calls from the Garden of Stones prosegue la serie del Museo Egizio di Torino dedicata al dialogo tra la collezione archeologica e le pratiche artistiche contemporanee. Il volume documenta il progetto sviluppato da Sara Sallam durante la residenza d’artista promossa in occasione del Bicentenario del museo (1824–2024) e approfondisce le contro-narrazioni attraverso cui l’artista rilegge la storia della collezione e la dispersione del patrimonio egiziano.

L’opera

In qualità di co-editor, oltre a contribuire allo sviluppo editoriale del volume, ho scritto il saggio The Sun Weeps for the Land and Calls from the Garden of Stones. Sara Sallam al Museo Egizio, dove ho ricostruito lo sviluppo del progetto e approfondito i principali temi della pratica dell’artista.

L’installazione indaga le vicende legate alla rimozione dall’Egitto e all’acquisizione delle statue della dea Sekhmet oggi conservate al Museo Egizio. Sallam ne affronta la dispersione attraverso tre opere che mettono in relazione materiali d’archivio e pratiche rituali, interrogandosi sulla perdita del loro contesto e della funzione spirituale per cui erano state originariamente create.

Nel collage Shifting Sands, Carving Scars l’estrazione archeologica è raffigurata come una ferita inferta al paesaggio egiziano. Prayer Beads riunisce simbolicamente le Sekhmet attraverso 730 stampe cianotipiche, restituendo la percezione della scala del gruppo scultoreo originario oggi disperso in numerosi musei. Con A Broken Circle of Sisters, infine, le statue conservate a Torino compiono simbolicamente un viaggio di ritorno in Egitto attraverso una performance filmata che richiama antichi rituali funerari.

Il saggio

Il saggio ripercorre il rapporto di Sara Sallam con il Museo Egizio a partire dalla sua prima mostra personale in Italia nel 2022 fino alla residenza del 2024. La sua pratica utilizza l’arte contemporanea per rileggere criticamente episodi della storia dell’archeologia e per costruire prospettive alternative alle narrazioni occidentali attraverso le quali il patrimonio egiziano è stato tradizionalmente interpretato nei musei.

Il testo approfondisce il modo in cui Sallam rilegge la dispersione delle Sekhmet come una frattura che coinvolge la storia e il significato stesso dei reperti. Il loro trasferimento nei musei occidentali coincide infatti con la perdita del contesto e della funzione sacra per cui erano stati creati. Attraverso le opere, l’artista tenta di ricomporre simbolicamente questa relazione interrotta.

Sommario

INTRODUZIONE | Christian Greco
THE SUN WEEPS FOR THE LAND AND CALLS FROM THE GARDEN OF STONES. SARA SALLAM AL MUSEO EGIZIO | Alessandro Masetti
STORIE DI SFRUTTAMENTO E DISPERSIONE: UNA PROSPETTIVA CURATORIALE SULL’INSTALLAZIONE DI SARA SALLAM AL MUSEO EGIZIO | Paolo Del Vesco
SARA SALLAM

Colophon

SARA SALLAM. THE SUN WEEPS FOR THE LAND AND CALLS FROM THE GARDEN OF STONES
A cura di: Paolo Del Vesco, Christian Greco, Alessandro Masetti
Coordinamento: Divina Centore
Traduzioni: Il Nuovo Traduttore Letterario S.C.
© 2026 Museo Egizio
© 2026 Franco Cosimo Panini Editore