
Corrado Marcetti, Alessandro Masetti, Saverio Migliori, “Rethinking Spaces for an Inclusive City”, in Preventing Violent Radicalisation in Europe. Multidisciplinary Perspectives, a cura di Patrizia Meringolo, Springer, 2020, pp. 157–172.
https://doi.org/10.1007/978-3-030-52048-9_8
Preventing Violent Radicalisation in Europe. Multidisciplinary Perspectives, a cura di Patrizia Meringolo e pubblicato da Springer nel 2020, raccoglie gli esiti teorici e operativi sviluppati nell’ambito del progetto europeo PROVA – Prevention of violent Radicalisation and Of Violent Actions in intergroup relations. Il progetto, coordinato dall’Università degli Studi di Firenze e sviluppato in collaborazione con una rete di partner europei, tra cui la Fondazione Giovanni Michelucci, era dedicato alla prevenzione della radicalizzazione violenta tra minori e giovani adulti, con particolare attenzione ai contesti della giustizia minorile. Il volume affronta il tema con un approccio multidisciplinare e partecipativo, ponendo al centro l’inclusione sociale e il coinvolgimento delle comunità nei processi di prevenzione. I diversi contributi restituiscono metodi ed esperienze sviluppati nel corso del progetto e riflettono sul ruolo che professionisti e istituzioni possono assumere nella costruzione di strategie preventive.
Il capitolo
In Rethinking Spaces for an Inclusive City, scritto con Corrado Marcetti e Saverio Migliori, analizziamo il ruolo dello spazio urbano e architettonico nei processi di inclusione sociale, concentrandoci su contesti caratterizzati da marginalizzazione e discriminazione. Il capitolo prende in esame alcune esperienze europee di progettazione partecipata per comprendere in che modo la trasformazione degli spazi possa favorire forme più inclusive di convivenza.
Nel quadro del progetto europeo PROVA, questa riflessione è stata sviluppata attraverso un laboratorio di progettazione partecipata presso l’Istituto Penale per i Minorenni “Gian Paolo Meucci” di Firenze. Venti giovani detenuti sono stati coinvolti nel ripensamento di una sala polifunzionale dell’istituto, lavorando sulla percezione dello spazio esistente e traducendo le esigenze emerse durante il percorso in nuove proposte progettuali.
All’interno del mio percorso, questa esperienza rappresenta un primo ambito di ricerca sul rapporto tra la progettazione dello spazio e il comportamento dei suoi utenti, indagando in che modo la configurazione fisica di un ambiente possa incidere sul modo in cui viene vissuto e sulle relazioni che vi si instaurano.