
Fondazione Giovanni Michelucci. La casa studio dell’architetto a Villa “Il Roseto”
Pubblicazione a cura di
Alessandro Masetti e Nadia Musumeci
Fondazione Michelucci Press
2021
Il volume Fondazione Giovanni Michelucci. La casa-studio dell’architetto a Villa “Il Roseto”, curato con Nadia Musumeci, raccoglie gli esiti di progetti di ricerca pluriennali dedicati alla ricognizione del patrimonio culturale della Fondazione Giovanni Michelucci. Pubblicato nell’ambito delle iniziative per il trentennale della scomparsa dell’architetto, il volume racconta Villa “Il Roseto” a Fiesole, casa-studio di Michelucci dagli anni Cinquanta e sede della sua Fondazione, ricostruendone la storia e documentando il patrimonio che vi è conservato.
In qualità di co-curatore, oltre a contribuire allo sviluppo editoriale del volume, ho scritto i capitoli Gli arredi e Il patrimonio artistico, dedicati a due delle principali collezioni conservate nella casa-studio, oggetto, per la prima volta, di una ricognizione sistematica.
Gli arredi
Il capitolo ricostruisce l’attività di Giovanni Michelucci come progettista di mobili attraverso la collezione conservata a Villa “Il Roseto”, seguendone lo sviluppo dagli esordi degli anni Venti fino alle ultime sperimentazioni degli anni Ottanta. Prototipi, pezzi unici e produzioni in serie permettono di leggere l’evoluzione del suo linguaggio e il ruolo decisivo assunto dal confronto diretto con gli artigiani. La ricerca mette inoltre in relazione gli oggetti presenti nella villa con le diverse esperienze produttive di Michelucci, dalla collaborazione con La Suppellettile alla Galleria Vigna Nuova, fino ai rapporti con Poltronova e con la famiglia Fantacci. La casa-studio emerge come un luogo in cui gli arredi non sono semplicemente conservati, ma continuano a essere utilizzati e a testimoniare il legame tra l’idea progettuale e la vita quotidiana.
Il patrimonio artistico
Il secondo capitolo ricostruisce la formazione della collezione d’arte di Villa “Il Roseto”, costituitasi nel corso della vita di Michelucci, soprattutto attraverso opere ricevute dagli artisti con cui entrò in contatto. La raccolta viene quindi letta come testimonianza delle relazioni che l’architetto ha instaurato con le culture artistiche del Novecento. Seguendo le opere in ordine cronologico, il testo mette in luce collaborazioni professionali e incontri che contribuirono alla sua idea di spazio architettonico aperto al contributo degli artisti.
Per acquistare una copia, contattare la Fondazione Giovanni Michelucci