Architettura Corale. Giovanni Michelucci e Gualtiero Nativi nell’esperienza progettuale del Caffè Donnini

Alessandro Masetti, “Architettura Corale. Giovanni Michelucci e Gualtiero Nativi nell’esperienza progettuale del Caffè Donnini”,
in #Nativi100 a cura di Giovanna Uzzani, Gli Ori, 2021, pp. 80–87.


Il catalogo #Nativi100, a cura di Giovanna Uzzani e pubblicato da Gli Ori nel 2021, accompagna la mostra omonima realizzata a Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, in occasione del centenario della nascita dell’artista Gualtiero Nativi (1921–1999). Concepito come un’ampia monografia aggiornata sull’artista, il volume ripercorre la sua ricerca dagli esordi negli anni Quaranta fino alle opere della maturità, approfondendo anche il rapporto con Giovanni Michelucci e il suo interesse per l’integrazione della pittura nello spazio architettonico.

Il saggio

La mostra #Nativi100 si apriva con una ricostruzione interpretativa della saletta del Caffè Donnini di Firenze, progettata nel 1949 da Michelucci con l’intervento pittorico di Nativi. A questa esperienza di collaborazione è dedicato il mio contributo Architettura Corale. Giovanni Michelucci e Gualtiero Nativi nell’esperienza progettuale del Caffè Donnini. Il saggio parte dal loro incontro in occasione della Seconda Mostra di Arte d’Oggi del 1948, quando Michelucci riconobbe una forte affinità con le ricerche dei giovani protagonisti dell’Astrattismo Classico e iniziò a sostenerne pubblicamente il lavoro.
Il Caffè Donnini diventa così un esempio della concezione michelucciana di un’architettura costruita attraverso il dialogo con le arti. Nativi interviene all’interno di una struttura spaziale progettata da Michelucci con grandi pannelli pittorici che modificano la percezione dell’ambiente, instaurando una continuità tra pittura e spazio architettonico.
Il testo ricostruisce inoltre gli arredi progettati per il locale, soffermandosi sulle diverse versioni della sedia Scapolare e sul rapporto tra disegno e lavorazione artigianale che caratterizza la ricerca di Michelucci in quegli anni.
Nella parte conclusiva, il progetto viene letto anche alla luce della sua ricezione contrastata. Nonostante le difficoltà incontrate dal nuovo allestimento, l’esperienza del Caffè Donnini rappresentò un momento decisivo nel rapporto tra Michelucci e Nativi e contribuì alla maturazione della ricerca dell’artista sul rapporto tra pittura e spazio pubblico.

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