Reframing Narratives Through Contemporary Art at the Museo Egizio in Turin

Alessandro Masetti, “Reframing Narratives Through Contemporary Art at the Museo Egizio in Turin”, in Re-Interpreting and Re-Assessing Difficult Heritage: A Study of Dissonances, a cura di Francesca Leonardi, Ginevra Ludovici e Linda Bertelli, Cambridge Scholars Publishing, 2026, pp. 170–191.

Re-Interpreting and Re-Assessing Difficult Heritage. A Study of Dissonances raccoglie studi sul patrimonio difficile e sui modi in cui le istituzioni culturali ne rinegoziano il significato nel presente. Il volume affronta le tensioni legate alla memoria e alle eredità coloniali. Il mio testo è inserito nella sezione dedicata alla reinterpretazione delle eredità coloniali nelle collezioni museali.

Abstract

Il capitolo analizza il modo in cui il Museo Egizio di Torino, in occasione del suo Bicentenario (1824–2024), ha adottato l’arte contemporanea come strumento di remediation, utilizzandola per rileggere e riconfigurare le proprie narrazioni storiche. Questo processo si inserisce nella recente ridefinizione della Mission e della Vision del museo, culminata nell’identificazione dell’istituzione come “museo archeologico contemporaneo”. Tale cambiamento invita a riflettere criticamente sul modo in cui i musei affrontano le proprie eredità coloniali e prendono parte ai dibattiti culturali del presente.
A partire dalle riflessioni di Jean-Loup Amselle sul museo contemporaneo come spazio di confronto critico, il capitolo colloca il Museo Egizio all’interno di tendenze museologiche più ampie. Il confronto con il Museo delle Civiltà di Roma, che negli ultimi anni si è distinto per lo sviluppo di pratiche museologiche decoloniali, permette inoltre di mettere in luce strategie differenti attraverso cui i musei italiani stanno ripensando la propria identità e le proprie responsabilità.
Il capitolo approfondisce quindi il programma di residenze d’artista avviato dal Museo Egizio durante le celebrazioni del Bicentenario, che ha coinvolto Ali Cherri e Sara Sallam nella reinterpretazione delle narrazioni legate alla collezione. Il programma viene letto attraverso il concetto di remediation elaborato da Paul Rabinow, inteso come intervento sulle pratiche museali esistenti attraverso un cambiamento nelle modalità di produzione e trasmissione della conoscenza.
In questo quadro, il Museo Egizio amplia i tradizionali strumenti della ricerca accademica, introducendo la pratica artistica come mezzo critico per riesaminare la provenienza dei reperti e le implicazioni coloniali legate alla formazione della collezione.

Compra la tua copia